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Cittanova, RC, Italy
Appassionata di romanzi vivo in un mondo di fantasia spesso bruscamente interrotto dalla realtà che mi tiene occupata almeno 16 ore al giorno visti i miei 4 figli di cui tre sono gemelli. Cerco altri scrittori emergenti e non, con cui comunicare

lunedì 20 ottobre 2008



Per una figlia, cresciuta in seno ad una famiglia che definire normale oggi è fare un gran complimento, è doveroso ad un certo punto della vita ringraziare i genitori per quello che le hanno dato o non le hanno concesso spingendola a crescere nel migliore dei modi, sempre pronti in ogni caso a sostenerla nelle sue scelte e aiutandola a vedere le pecche nel suo ragionamente spesso troppo impulsivo per valutare le disastrose conseguanze dei propri gesti- Non amo i grandi gesti èpreferisco ringraziarli nel modo che più mi viene bene: scrivendo.




A mio Padre e a mia Madre





La mia Rosa D’Inverno

Ineffabile è la mia Rosa D’Inverno,
Impareggiabile la sua nascosta beltà.
La osservo,
anelante di eguagliarla in qualche modo
appagata di ritrovare,
nella delicata corolla d’umane fattezze,
schegge di me.
Alla materna sua linfa
ho attinto
per dissetare l’avida bocca
che non conosceva parola
ma solo muti vagiti.
La sua impalpabile ombra
mi ha riparato dal sole,
dall’ impietosa sua arsura,
senza coprirne l’ indispensabile luce.
Da ogni sua spina
ho appreso la vita.
Da ogni petalo,
l’amore supremo.
Tante volte ho allungato la mano
sfiorando tremante, l’etereo velluto,
bramante di capire cosa lei celi
nelle odorose pieghe d’umane esperienze.
Quanti dolori! Quante gioie inespresse
nell’immutabile tocco del tempo impaziente.
Ma, ahimé,
ogni suo petalo è destinato a cadere
strappato da Mano impietosa e gentile,
e quando anche l’ultimo,
il soffice manto terreno avrà carezzato
lo coglierò,
Serbando memoria d’odorose fragranze.













Al mio maestro di vita

Il mio pensiero sfiora te
mio compagno di giochi e maestro di vita;
accarezza i ricordi di bambina
di giovane insensata
e quel che allora non capivo
ora comprendo, e mi domando
quanto fu difficile per te
stare a guardare
mentre un pezzo del tuo cuore
spiegava le implumi e inesperte ali
per librarsi nei cieli sconfinati e sconosciuti
di una vita non sempre giusta;
stare a guardare mentre a precipizio
mi gettavo nelle fiamme dei miei errori
ma ne riemergevo sempre,
aggrappandomi alla tua mano tesa,
più forte e risoluta, e come la mitica fenice
rinascevo dalle mie ceneri divenendo ciò che sono.
Quanto ti fu difficile vedere
e far finta d’esser cieco?
Quanto ti fu difficile guardare
mentre ti sostituivo con passioni senz’amore?
Quanto ti ha ferito pensare
di non essermi essenziale
di non avere più quell’importanza
che ti rendeva insostituibile ai miei occhi di bambina?
Ora capisco la tua forza, il tuo coraggio
nel lasciarmi andare, ma hai sbagliato...
hai sbagliato se hai creduto di non essermi vitale
perché c’è sempre stato un posto caro nel profondo
e non del cuore, ma dell’anime mia
che affonda le sue radici in te,
in quell’uomo il cui sorriso
non fiorisce sulle labbra, ma negli occhi,
che sono lo specchio della Nostra essenza;
in quell’uomo pronto alla battuta
che alle volte mi ha pur ferito
ma senz’intenzione
chè non si trafigge il proprio cuore
se non per errore.
Io sono parte di quell’uomo che giocava sul lettone
e tra solletichi e capriole attendeva il suo caffè;
sono parte di quell’uomo che con uno sguardo
capiva cosa s’agitava in me;
parte di quell’uomo che sapeva,
ancor prima del mio ingegno,
cos’io avrei pensato, com’io avrei reagito.
Sono parte di quell’uomo che guardandomi
fissava mille frammenti speculari
e capiva a colpo d’occhio qual ero veramente io;
quell’adolescente brizzolato
che combina il pensiero d’un bambino
a quello di un saggio centenario.
E di una sola cosa io mi dolgo:
voltarmi indietro e scorgere
i giorni persi in inutili fantasie
ai giorni non vissuti
in cui ho inseguito utopiche chimere.
E adesso?
Adesso avrei voglia di vivere mille vite ancora
e non mi basterebbero a stancarmi di te,
del mio punto fermo,
il mio approdo sicuro
la certezza della mia esistenza.

Grazie


Altre poesie


Paese Natio


Serbo il ricordo d’amichevole gente,

festosa ,ridente,

per le strade tue d’oro.

Calore soffuso e freschi giardini,

acque sorgive e ruscelli scroscianti

su sfondi montuosi dai verdi brillanti.

Comari grassocce, in chiacchiere prese

sta in sulle porte a parlare e parlare

e sulla piazza del Santo francese

bambini ridenti impegnati a giocare.

E poi cosa accadde al dolce Paese,

adagiato fra i colli e il limpido azzurro?

Il sole si è spento. Non v’è più calore.

Le strade silenti. La piazza svuotata.

Il verde dei monti comincia ad imbrunire,

l’acqua sorgiva di colpo a mancare.

Non odo comari né garrule voci,

di botto è silenzio per ogni tua via.

La paura dilaga; violenta è la mano,

di volti coperti con niente d’umano.

a guidare la morte son menti ferali

con corti pensieri, immaturi e letali.

Finestre sprangate, ma con occhi e sentire,

bocche cucite per umano timore.

Cosa hai fatto, oh crudele pastore,

al Paese Natio, a mio splendido fiore?

L’hai ridotto alla fame. In macerie è caduto

Non frutto matura, sugli alberi stanchi.

Le più tenere gemme son costrette ad andare

essi guardano in dietro con occhi stillanti ,

ma han perso la strada e non sanno tornare.

Non c’è linfa di vita,Paese Natio,

né futuro né pane né coraggio di stare.

Sei fermo, languente

un vecchio morente.

Ma se t’hanno colpito e lasciato a morire

non c’è da parlare

la colpa è pur mia.



La mia rotta


Qual è la tua rotta? Dove mira il tuo sguardo?

Questo mi chiede amichevole voce o cerebrale pensiero,

ma risposte a domande non ho.

Io seguo la rotta tracciata dal sole

da levante a ponente il giorno trascorre

compare e scompare nel rosso chiarore

di placide acque ingannevoli e false.

La stella piu chiara mi giuda il cammino

nello scuro velluto trapunto d’argenti.

In mille è più porti alla fonda son stata,

per scelta di cuore od umane pretese.

Ho spiegato le vele, mie maestose compagne

sperando nel vento mutevole amico,

che accompagna la rotta o distrugge e sconquassa,

con mare in tempesta suo fido alleato,

che costringe all’approdo in anfratti di vita,

che spesso sublime l’aspetto t’inganna

e attende silente la tua prima falla

e allora, approfitta ,ti stringe d’assedio,

ti fruga, ferisce, impedisce l’avvio.

Ma tu riparti, percosso e sconfitto.

Stracciate le vele, graffiata la chiglia,

speri nel meglio per te e la tua ciurma,

né scogli taglienti né immobili secche,

ma ancora ti sbagli perché...

non è dolce naufragar in questo mare

come una voce lontana cantava.

E mi coglie il sospetto e il bramoso timore,

che l’ Ultimo porto sarà la mia meta.

Quel porto sicuro accoglierà il mio Ritorno

con vette innevate e profumo di mare

sorrisi mai spenti e Divini pensieri.

Allora, mio amico e mai compagno di viaggio

della mia rotta avrò conoscenza

ma nessuna parola toccherà il tuo sentire,

ché ho trovato l’approdo e null’altro conosco.

Non ho più memorie.



Meschino inventore


Zitto!... Zitto crudele mentitore...Zitto!!

Tu che, con il nero velo dell’inganno, hai celato al mondo

le soglie della tua anima bugiarda,

mentre con labbra grondanti di menzogna mi rapivi i sensi

saziandoli di mere falsità...... adesso zitto !!!

Non illudermi che al di là di quella maschera mendace

dimori un sentimento puro,

poiché esso è precluso alla tua anima viziosa.

Ora taci...taci meschino inventore di un amore inesistente



Perdono ti chiedo.


Con gelida mano, la realtà mi artigliò

e con fatale fendente, mi straziò

turbandomi i sensi, graffiandomi il cuore.

Né amore né desiderio di vita

dipingeva il tuo sguardo,

ma mestizia, dolore

e cocente delusa realtà

sconvolsero le nivee fattezze

del tuo viso di fata.

Amore, perdono ti t’imploro

per vili menzogne,

perdono per turpi bugie.

Di te ho bisogno, anima mia.

Sorgente di vita dissetami ancora.



Ciao SA


Breve e fugace lampo di luce,

ma intenso…lucente.

profumo di tenera rosa,

delicato … indimenticabile.

Falce di luna in oscura notte.

Dolce carezza di fulgido angelo

cielo sereno del più vivido azzurro.

Tenera pianta percossa da vento.

Nave in balia d’oscura tempesta,

ferma ormai in porto sicuro.

Sogno infranto su scogli graffianti.

Tutto questo sei tu,

amico carissimo,

gioia … amarezza … rimpianto… dolore,

fonte inesauribile di tormentato amore.




Anima mia


T’amo dolce sogno

a misura che il mio cuore

vagabondo e cieco sogna una casa

ed elemosina una briciola del tuo amore.

Tanto io t’amo.

Forte è il mio bisogno di te.

tanta la mia impazienza.

Ansimante il mio respiro

al tuo solo pensiero.

Contro l’amore vero, niente è possibile.

Tutto lega, nulla mai divide.

Tutto sostiene, tutto rinforza.

Niente può abbatterlo.

Cosa può il fuoco, se non accendere i sensi e la passione?

Cosa l’acqua, se non cullarci in un oblio d’amore?

Nulla può la terra se non riaccoglierci nel suo fertile grembo

e aiutarci a rifiorire e a ridar frutto.

Nulla può il vento

che implacabile soffia dentro le nostre menti

e tutto sradica, fuorché l’amore,

poiché, quello vero

è custodito dal cuore e non dalla ragione.

Niente può la morte contro l’amore

se non separare due corpi

poiché le anime sono unite per l’eternità.

L’amore basta a se stesso e cresce nutrendosi d’amore,

non chiede altro che di essere ricambiato.

E null’altro io ti chiedo anima mia.

se non d’amarmi in eterno.






Frammenti d’amore


Che mi hai fatto ingenuo candore?

Che hai mostrato al mio sguardo innocente?

Hai mutato, oh ingannevole fata,

un ferino scoglio

in forte, sicuro appiglio.

Fendenti letali son le sue sporgenze,

non posti sicuri dove poggiare speranze.

Solo lui fra la terra e l’Immenso.

Solo lui fra il mio Sangue e l’Eccelso.

Porgo alla riva mendaci sorrisi,

per dare certezze ai mie stralci di cuore.

Ma non v’è certezza nei tagli dolenti

che il mare salato rende brucianti.

Il sole tramonta e risorge ancora

e il mio scoglio rivesto

per nessun’altro ferire

Difendo l’approdo da oscure minacce

e lui non mi aiuta,continua a vibrare

puntando spietato l’artiglio rapace.

Il mio piede vacilla... non posso cadere

lo devo alla vita, ai miei pezzi di cuore.

Partite miei sogni, speranze infinite,

spiegate le ali per terre straniere.

Non recatemi aiuto. Non voglio subiate.

Starò io qui di guardia

Gloriosa guerriera,

del vostro futuro sarò difensore

Andate lontano, non voltatevi indietro

ch’io possa lasciare il mio compito ingrato

Il mio sangue spillante farò, allora, sgorgare

di rosso vermiglio saran l’acque del mare.

Ma non v’è dolore in questa partenza,

soltanto la pace dei sensi e del cuore.

Oramai siete salvi

Frammenti d’Amore









martedì 9 settembre 2008



Al mio futuro

E quando i suoi occhi,
grandi come il mondo,
brillanti come una notte stellata,
ti guardano fiduciosi
aspettando solo un cenno del tuo amore
allora, capisci per chi devi vivere
per chi devi lottare.
E anche se tutto crolla intorno a te,
anche se avresti voglia di mollare
di arrenderti, di rinunciare ... di morire,
il suo viso innocente,
il suo sorriso birichino
il suo bacio amoroso,
ti bastano e ti accorgi che ...
non hai bisogno d’altro
se non dell’adorato figlio
E anche quando è dura ...
vai avanti,
passo dopo passo
giorno dopo giorno,
e lotti contro tutti, agguerrito
speranzoso di poter proteggere
e di saper raggiungere quel futuro
che sta aspettando solo te.

giovedì 4 settembre 2008

E' finita l'estate.... che tristezza!!!

Finite le vacanze mi dedico a ciò che più mi piace fare....scrivere.
E come farlo meglio se non dedicando i miei pensieri al mio grande amico Mare?



L'ultima carezza dell'estate



...Immersa nella tua tiepida freschezza settembrina,
mi lascio avvolgere dalle tue azzurre spire...
mi lascio cullare nell'infinito dondolio del tempo inafferrabile.
Un pavido raggio di sole mi sfiora
accarezzandomi con timido calore;
pare salutarmi...
sembra voglia baciare la mia ambrata pelle ancora,
un'ultima volta,
come un tenero amante prima di andare.
Chiudo gli occhi allora e mi inebrio di quel profumo
quasi sensuale,
che mi stordisce e mi tiene compagnia
scompigliandomi i capelli
carezzandomi il viso.
Così anche la sua brezza mi saluta
e l'acqua cristallina cancella i miei passi
sulla soffice rena dorata...
Ciao Estate...


Ooooo!!!!! non dimenticate di sbirciare il resto del blog e soprattutto il mio fantastico

"Il conte di ghiaccio"
e scivetemi al mio indirizzo di posta elettronica

Alla prossimaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

venerdì 29 agosto 2008

Riassunto de " il conte di ghiaccio"

Riassunto de "il conte di ghiaccio"

Costretto ad arruolarsi per sfuggire alla forca, dopo essere stato accusato dell’omicidio della moglie Alexander Lowel, giovane medico, rimane ferito in Spagna durante una perlustrazione in territorio nemico e l’allora tenente generale Wellington si vede costretto a privarsi del valente soldato che viene rimandarlo in Inghilterra dove inaspettatamente eredita il titolo di conte dal nonno che, anni prima, aveva diseredato il figlio Albert, padre di Alexander per aver recato discredito al buon nome della famiglia.
Il suo nuovo status sociale gli favorisce, anche se con qualche riserva, il rientro nell’alta società da cui era stato scacciato con disonore anni prima.
Disgustato dall’ipocrisia di cui la società è intrisa, Alexander snobba costantemente tutti gli eventi mondani meno prestigiosi e la sua freddezza di modi, accompagnata alla sua fama di libertino senza cuore, gli faranno guadagnare l’appellativo di Conte di Ghiaccio, e sarà proprio la sua cattiva reputazione che spingerà la bella e intraprendente Magdalene a chiedere il suo aiuto.
Ma cosa potrà mai volere una giovane gentildonna da un uomo come lui?
A quest’interrogativo Alex non sa darsi una risposta e la voglia di scoprire cosa Magdalene intenda proporgli, lo getterà in un turbine d’eventi e d’emozioni a lungo sopite a cui nessuno dei due protagonisti era preparato e che farà perdere loro irrimediabilmente le redini della loro vita ma soprattutto quelle del cuore.
Se vuoi leggere questo avvincente romanzo vai alla pagina
Non perdertelo!!!

giovedì 28 agosto 2008



video


Il Signore dell’animo umano

...e quando l’amore vi prende, non ritraetevi.
Lasciate che il suo tocco,
stravolgente come un’onda impetuosa, vi ghermisca;
permettetegli di portarvi nelle profondità abissali dell’oblio
da dove anche l’animo più spietato ne riemerge avvinto.
Lasciatevi blandire dal suo vento di tempesta
perché, anche se vi percuote le membra,
il suo tocco non vi potrà mai ferire.
Bagnate la vostra anima alla sorgente limpida dell’amore
e smarrite i sensi nel suo gorgoglio,
mentre il cielo si spacca per voi in un tripudio di colori.
Abbandonatevi all’amore puro,
poiché è da esso che trarrete la vita;
scalate per lui la vetta più alta,
quella da cui vi domina,
poiché l’amore è il Signore dall’animo umano.
Rifiutate la morte se dall’amore non siete stati sedotti,
poiché se non avete amato
non avete vissuto.

martedì 26 agosto 2008

poesie



Cavaliere appiedato

Mi hai, di colpo, abbagliata
per la mia fame d’amore,
per riempire quel vuoto
che non sapevo colmare.
Ma sei stato delirio,
un’ illusa chimera,
non fuoco raggiante
ma brace languente,
un sole al tramonto
che mai alba vedrà
Orfana d’amore
m’hai ora lasciata
sicura che mai
potrò dirmi appagata.
Ma tu non hai colpe,
Cavaliere appiedato,
forse son io che ho sempre sbagliato.

Katja Piscioneri

Malinconici pensieri

Cumuli di foglie stormenti
Sono i miei tristi pensieri
Nella mente mille tormenti
Per i giorni passati e fieri,
quando bastava un raggio di sole
a scaldare l’anima mia,
non c’era bisogno di tante parole
ma solo il calore di una poesia,
il battito d’ali d’una fenice
il mutare continuo d’ogni stagione
le lacrime pure di chi è felice
le parole dette senza ragione

Katja Piscioneri




Misterioso predatore di cuori.


In fondo l’amore cos’è?
Chi è questo misterioso predatore di cuori
che s’insinua in noi e non ci da pace?
Io non lo so.
L’unica cosa certa è che è troppo profondo per spiegarlo.
Non ci sono definizioni per quello che ci succede
quando esso decide di sceglierci.
Non esistono parole,
perché non si può raccontare un sentimento... un’emozione.
Qualsiasi termine utilizzato per esprimerlo,
non farebbe che sminuirne la bellezza e l’intensità.
Quando l’amore ci elegge sentiamo d’avere tutto,
anche se non possediamo nulla,
neanche noi stessi.
L’amore non è solo di qualcosa di fisico,
poiché è nell’anima che avviene il caos più totale e la quiete estrema.
L’amore è pace e guerra.
T’innalza fino in paradiso e ti precipita all’inferno.
L’amore è se stesso e la sua antitesi.
E’ tutto e niente.
L’amore è... semplicemente

Katja Piscioneri















Carissimi Lettori,


questo è il mio primo romanzo pubblicato.


E' Il Conte Di Ghiaccio, da molti definito avvincente.


Il 13 Luglio è stato presentato ufficialmente e in meno di un mese ha superato quasi le 400 copie vendute.


E' piacevole venir fermata dalla gente che lo ha letto e venir ricoperta di lodi (e non manca naturalmente qualche critica per gli errori di stampa).


In seguito troverete il primo capitolo, così potrete condividere con me le vostre impressioni.